WRC DAL 2027 MOTORIZZAZIONE LIBERA

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La cricca dei regolamenti blindati alla fine sembra sia stata costretta ad issare bandiera bianca e per il 2027 il nuovo regolamento tecnico aprirà a tutti i tipi di motorizzazione, una scelta che ci riporta indietro nel tempo a quando i rally erano un banco di prova per le vetture di produzione, una scelta vincente, ma anche l’unica per uscire dal tunnel.

La tanto attesa decisione per i regolamenti tecnici alla base delle rally1, le vetture regine del WRC, a partire dal 2027 finalmente sembra essere arrivata, ovviamente non c’è ancora nulla di ufficiale ma dalla bozza presentata in Giappone ai costruttori alla ratifica del consiglio mancano poche settimane, ed è difficile a questo punto possano cambiare le indicazioni. La scelta che ci siamo permessi di definire vincente è l’unica oggi in grado di invertire la tendenza. In un WRC in caduta libera per l’attrattività che è in grado di esercitare sui costruttori, ma soprattutto per tornare a dare ai rally quel legame vero con il mondo della produzione. Una caratteristica alla base della fortuna di questa disciplina che in questi anni è andata persa, trasformando i rally in un puro esercizio di prestazione sportiva sempre più lontano dalla produzione. Dal 2027 la motorizzazione sarà liberalizzata e lasciata alla scelta dei singoli costruttori, che potranno così liberamente scegliere tra il tradizionale motore a combustione interna, alimentato da carburante sostenibile al 100%, idrogeno compreso, le varie forme ibride e chi vuole potrà anche andare sul full elettrico. Quindi se qualcuno vuole correre completamente in modalità EV, non ci saranno problemi. Come in altri campionati il livello prestazionale sarà livellato con un misuratore di coppia, sistema che ha dimostrato un ottimo grado di affidabilità, in grado di garantire quella balance of performance necessaria per l’equilibrio di un campionato. La scelta privilegiata dovrebbe essere quella delle motorizzazioni a combustione interna, anche perché è facile immaginare una naturale transizione dai carburanti “sostenibili” all’idrogeno a cui guarda un ampio settore della produzione. Ma con le difficoltà che sta affrontando l’elettrico sul mercato mondiale, per quelle case che hanno investito molto su questo genere di motorizzazione, i rally potrebbero essere un esercizio ideale per pubblicizzare il proprio prodotto, nei confronti un mercato assolutamente diffidente.

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