EXTREME E, RACE O SHOW

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Dopo due anni di lunga attesa fatta di comunicati su star e presunte tali che aderivano alla nuova serie è arrivata l’ora della verità: la prima nel deserto saudita di Al Ula. Invidiabile lo scenario in cui si è andata ad incastonare la corsa ma troppi i buchi neri sotto il profilo sportivo ed anche delle tempistiche video.

Il pensiero di Agag il fondatore della serie, patron della formula E, si riassume nella giustificazione semplicistica data all’inciampo iniziale che ha obbligato la sua organizzazione a rivedere il format di gara per la polvere, ed una serie di altri problemini come lo stop dell’Odissey della Chip Ganassi. Liquidati ricordando il disastro della prima di formula E (con quasi tutte le macchine ferme dopo pochi giri), come problemi di gioventù. In realtà l’impressione è quella di avere preso oggi come allora sottogamba molti aspetti prettamente sportivi (ed in alcuni casi anche tecnici), concentrandosi su dei dettagli di tutto quello che è il contorno. Uno show motoristico da mandare direttamente sul piccolo schermo, con una bella ammucchiata di guest stars dei rally e dei circuiti sterrati ed asfaltati, per avere l’attenzione dei media e del grande pubblico, il tutto incastonato in una cornice semplicemente meravigliosa. Peccato che però a lasciare a desiderare non sia solamente l’aspetto sportivo, ma anche il pacchetto televisivo di dubbi ne ha sollevati parecchi, lasciando da parte il live streaming il pacchetto trasmesso in Italia sul canale 20 del digitale terrestre (20 Mediaset) è stato giocato per una buona metà sugli high light delle fasi precedenti, mentre il live tra polvere e distacchi abissali ha faticato a proporre dei momenti di suspence una volta superata la seconda curva. Trattandosi di una prima assoluta teoricamente le cose dovrebbero solamente migliorare, ma le lacune sono enormi con un’idea di corsa che è andata a fondere rally, raid e rally cross su un percorso che non è speciale ma nemmeno circuito. Un mix complicato, costruito senza considerare i punti critici di ogni disciplina, sul quale sarà molto difficile intervenire senza portare ulteriori scompensi alla parte sportiva, che però in questo caso condiziona pesantemente la componente spettacolo.

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