I TRE MOSCHETTIERI DELL’ADRIATICO

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L’Adriatico spegne trenta candeline con un parterre di tutto rispetto, un ottantina di vetture moderne dove spiccano i nomi di Paolino Andreucci, Umberto Scandola e Giandomenico Basso, una sfida valida per il campionato tricolore terra, e per il Raceday che si conclude sulle speciali di Urbino.

Il risultato numerico dell’Adriatico segna una tendenza positiva rispetto alla passata edizione, una dimostrazione del gradimento riscontrato dalla nuova location di Urbino, che una dozzina di mesi fa ha rilevato il testimone della gara marchigiana. Una sede importante per il peso storico artistico della città di Urbino fulcro nevralgico della gara, ma soprattutto per uno dei territori italiani più ricchi di strade sterrate, un patrimonio che i rally sono in grado di valorizzare come nessun altra disciplina. Nell’edizione numero trenta al via ci saranno ben tre campioni italiani, i plurititolati Paolo Andreucci e Giandomenico Basso oltre al veronese Umberto scandola. L’obbiettivo di Ucci è confermarsi al vertice del tricolore terra, ma calare il bis dopo il successo in val d’orcia sarà tutt’altro che facile, soprattutto per l’ordine di partenza della prima bouclé dove aprirà la strada a tutto il gruppo. Il Giando invece è presente in vista del Sanmarino, per aggiustare il set-up terra della Fabia RS sbarcata da poche settimane in casa Delta. Il pilota trevigiano assieme a Scandola avrà dalla sua una favorevole posizione di partenza, anche se questa volta il meteo potrebbe giocare qualche brutto scherzo; vuoi per le previsioni che danno pioggia sino alla domenica mattina, ma sopratutto per un terreno che rischia di presentarsi fradicio visto le previsioni che da oggi promettono pioggia a catinelle, trasformando le speciali in fangaie. Non bisogna però dimenticarsi degli altri pretendenti al tricolore terra, Costenaro, Ciuffi e Oldrati, tre ossi durissimi soprattutto sulle strade bianche, dove spesso sono riusciti a mettere alle corde anche i plurititolati. Interessanti le presenze legate alla preparazione del Sardegna, con parecchi concorrenti stranieri, ed a capitanare il gruppo ci sarà l’inossidabile Mauro Miele, campione in carica del WRC Master. Interessante anche la sfida finale del Raceday, a spiccare è l’assenza del leader provvisorio lo sloveno Avbelj che lascia una porta aperta in più a un Bresolin obbligato però a fare saltare il banco. Al via le Rally2/R5 saranno ben trenta, ma di grande spessore anche la presenza delle tutto avanti con in testa le Rally4/R2, poco meno di venti vetture, con in evidenza Nicolò Marchioro e osservato speciale Davide Pesavento.   

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