LAGHI, LE P.S. INTERROTTE RIPARTONO !!

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Pioggia battente e condizioni spesso al limite alternavano umido, pozze d’acqua e fango portato dentro nei tagli, hanno reso la vita difficile a tutti, ed inevitabilmente si sono verificati degli incidenti che hanno interrotto più di una speciale. Ma la direzione gara è riuscita sempre a fare ripartire le speciali stoppate, sarcasticamente verrebbe da dire “non sembrava di essere in Italia”.

Nel nuovo millennio tra i tanti malcostumi che si sono diffusi nei rally made in Italy uno dei peggiori, se non il peggiore, è quello di non fare nemmeno il minimo tentativo per fare ripartire una speciale interrotta. In alcuni casi si sono sfiorate situazioni paradossali dove chi partiva in coda ha disputato solamente la metà dei chilometri cronometrati della gara. Un modo di operare che oramai è diventata una prassi, manco a dirlo sempre nel nome della sicurezza, perché le interruzioni se si protraggono oltre ai dieci quindici minuti richiedono un ulteriore verifica della sicurezza. Vettura zero ecc.. . Ed appena qualcuno si permetteva di alzare il dito per fare notare certi paradossi, da una parte c’è chi ancora oggi puntualmente nel nome della sicurezza giustifica tutto e tutti. Come se nei rally di oggi approfittando delle bouclé da mandare in replica una o due volte, e di chilometraggi sempre più ridotti, non sia possibile costruire una gara con una tabella tempi e distanze, che consenta di avere il tempo di ovviare ai naturali incidenti di percorso. Un lavoro dove direzione e gara e organizzazione devono lavorare assieme, non certo agire per compartimenti stagni dove ognuno opera in maniera compartimentata, come succede nella maggioranza delle gare. Come ci siamo permessi di criticare e sottolineare alcune situazioni oltre i limiti, è un piacere mettere l’accento sul lavoro perfetto svolto al Laghi tra direzione gara e organizzazione. Una gara difficile per la pioggia e strade inevitabilmente sporcate dove l’uscita di strada, oppure una toccata è sempre dietro l’angolo. Criticità moltiplicata in una speciale come la Cuvignone tortuosa e stretta, una quindicina di chilometri dove bloccare la speciale è facilissimo; ed a volte è molto complesso liberare la carreggiata anche con i carri attrezzi, spesso in difficoltà solamente a girarsi. In entrambi i passaggi la speciale è stata sospesa, ma i tempi imposti in entrambi i casi sono toccati a chi era già partito, ed è rimasto bloccato in speciale. Perché i problemi sono stati risolti in maniera estremamente veloce ed efficace, e chi era al via della speciale è riuscito a ripartire con qualche decina di minuti di ritardo sulla sua tabella di marcia. Una dimostrazione di grande rispetto per tutti gli iscritti dallo jedi Crugnola, alle due Fiat 600 Ceriotti e Zoppini che pur partendo per ultimi, ad un’ora e quaranta dal primo, sono riusciti a disputare interamente tutte le speciali. Tanta roba soprattutto in quelle condizioni, in tanti per non dire in troppi casi si sarebbe andati di tempo imposto per tutti, con buona pace per quelli che avrebbero corso solamente meta dei chilometri previsti.

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