Il CEM, oppure all’inglese EHC, si lascia alle spalle la penisola iberica e si sposta nell’Europa dell’Est per la Ecce Homo Sternberk, il quarto round del campionato, ed a firmare il successo è stato il solito Christian Merli un quattro su quattro che va a consolidare la sua Euro leadership.
Il campionato europeo della montagna si avvicina a passi da gigante verso il giro di boa, e nella prima classica di “oltrecortina” il life motive della serie è rimasto quello di sempre, con l’Osella FA 30 di Christian Merli a dettare il passo. Un dominio che si interrompe solamente nella seconda salita di prove libere, nella prima il trentino precede sul traguardo i due padroni di casa Petr Trnka e Benes Milos, ma nella seconda si scatena il diluvio e con le slick si limita a una salita in tutta sicurezza, lasciando così via libera alla Norma M20 FC di Trnka. Il maltempo però non andrà più a disturbare il regolare svolgimento della gara e Merli mette tutti al tappetto con un perentorio uno due lasciandosi alle spalle Trnka in entrambe le salite, ma il distacco finale sfiora i dieci secondi. Tanto per non farsi mancare niente Christian nel secondo round va ad abbassare il record del tracciato di ottantasei millesimi. Terzo ma decisamente distanziato il tedesco Alexandre Hin, quarto nella prima salita, nella seconda si trova un autostrada libera verso il podio con l’uscita di scena dello spagnolo Iraola Lanzagorta. Un uscita di scena eccellente dopo quella di Benes Milos nella prima salita. Tra le carrozzate a farla da padrona è la Volkswagen Golf Rallye dell’austriaco Karl Schager che brucia in entrambe le manche la Mitsubishi Evo IX del cossovaro Liridon Kalenderi. Al via c’era anche Antonino Migliuolo, ma una prima manche da dimenticare gli impedisce di lottare per la leadership del gruppo 3. Dominio azzurro anche tra le storiche con l’Osella PA 9/90 di Piero Lottini che sul traguardo precede la Porsche Carrera di Brando Motti. Nella top ten la bandiera tricolore sventola anche sulla quinta posizione con Roberto Gorni, mentre in ottava e nona posizione si inseriscono Giorgio Tessore e Ivan Di Fant.