Il secondo round del CIRT sulle speciali della Gallura regala una gara vibrante ricca di colpi di scena, con Consani prima ed Andreucci poi che impressionano ma nel finale è il leader del tricolore Costenaro a pendersi il gradino più alto del podio davanti a Dettori e Trentin.
La prima tricolore del rally dei Nuraghi e del Vermentino è una di quelle destinate a lasciare il segno nella storia della giovane gara di Berchidda. Il primo segno indelebile lo lascia a sorpresa il Francese Stephane Consani, il fratellino piccolo del più famoso Robert (fama di Euro militanza più che di performance) parte a fionda e con tre scrtach consecutivi lascia tutti, Andreucci compreso ad una mezza minutata. Che sulla terra andasse forte si sapeva, nella prima del Francese terra Durbec gli aveva soffiato il successo per pochi decimi sull’ultima speciale, ma andare forte è un conto strapazzare tutti come ha fatto lui ha un altro peso. Un ritmo che però lo porta ad inciampare con la gara saldamente in mano, uno scivolone che serve ad Andreucci una leadership altrettanto solida. Il Garfagnino dopo una partenza accorta, aumenta il passo allungando sul resto del gruppone, andando a chiudere la prima giornata con un mezzo minuto di vantaggio. Andreucci però quando stava oramai assaporando il successo nel doppio passaggio domenicale sulla San Salvatore paga dazio (sopratutto nella replica dove fora e perde una quarantina di secondi) e scivola addirittura fuori dal podio. Qualche secondo più indietro i protagonisti del CIRT se le sono date di santa ragione dalla prima all’ultima speciale, una sfida estremamente equilibrata sul filo dei decimi, dove una sbavatura di troppo o un mezzo testa coda hanno fatto la differenza. Ed a spuntarla con un bel crescendo è stato il Vicentino Costenaro che così raddoppia il successo ottenuto al Liburna. Alle sue spalle un Dettori che pronti via riesce addirittura a restare in scia ad Andreucci, ma con il passare dei chilometri non riesce a cambiare ancora il passo, ed un testa coda nel finale lo obbliga a mollare la Fabia di Costenaro. Gradino basso del podio per Mauro Trentin, che anche se non ha mostrato lo smalto a cui ci ha abituati, con un passo regolare riesce a mettersi dietro il plotoncino di giovani e meno giovani tutti scalpitanti.