TANAK INCIAMPA EVANS PASSA AL COMANDO

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La prima tappa del Safari propone delle speciali durissime che mandano tutti alle corde, Tanak con un passo regolare e veloce fa letteralmente esplodere il gruppone disintegrato dopo appena due speciali, ma in vista del traguardo rompe un semiasse azzoppano la sua Hyundai, ed il timone passa nelle mani della Yaris di Evans seguita a ruota da Rovanpera.

Anche se le speciali odierne sono relativamente corte rispetto a quelle di inizio millennio, visto che nella prima metà degli anni novanta si correva a ruota libera da un controllo orario all’altro, la selezione è stata qualcosa di impressionante con il gruppo che è letteralmente esploso dopo i primi trentuno chilometri e mezzo della Camp Moran. Le prime due speciali in particolare hanno proposto un Safari completamente inedito che si snodava su un reticolo di stradine di fortuna all’interno di fattorie locali. Strade appena battute dove in alcuni tratti si distingueva a malapena le linee della strada, ma soprattutto con delle medie che a stento si sono avvicinate agli ottanta chilometri orari, mai viste in africa dove abitualmente si viaggia dai cento ai centoventi. Un fondo con della terra rossa compatta solo a tratti, con buche, rotaie profonde, e tanto sconnesso spacca macchine, senza contare l’erba che appena uscivi dalle rotaie ti tirava ancora più fuori. Un tracciato dove nessuno è mai andato al limite e tutti hanno cercato di trovare un loro passo per cercare di preservare le rispettive meccaniche, ma nonostante questo rotture, cedimenti, svarioni e forature hanno messo in ginocchio quasi tutti. A prendere il largo è stato subito Tanak regolare, ma con un passo più veloce del resto del plotone, tre volte a scratch nelle prime quattro speciali è stato il migliore nel lento, ma anche nel veloce della Kengen Geothermal e della Kedong quando il tracciato si distendeva e si ritornava a medie più consone al Safari. Un fondo meno rotto, ma con molte pietre e un evidente manutenzione di strade più frequentate, ma con il problema forature sempre dietro l’angolo, con le meccaniche già provatissime questo differente tipo di sollecitazioni per qualcuno si è rivelato ancora più deleterio. E’ il caso di Tanak che nella replica pomeridiana sulla penultima speciale rompe un semiasse anteriore, e perde una minutata, nel trasferimento riesce a staccarlo completamente e sulla Kedong lascia solamente una quarantina di secondi. Da leader solitario con quasi una cinquantina di secondi su Evans primo inseguitore, quando rientra al service è terzo a una cinquantina di secondi dalle GR Yaris di Evans e Rovanpera che lo tallona il compagno ad appena 7”.7 nuovi leader della gara. Un ritardo che pesa, ma vista la durezza delle speciali e soprattutto se domani dovessero arrivare degli scrosci improvvisi a rimescolare le carte, tutto può cambiare. Quarto a una trentina di secondi dal compagno di squadra Neuville, autore di una tappa in rimonta, ma senza esagerare, purtroppo ai venti secondi di ieri il Belga paga due minuti di penalità uno per la sostituzione del cambio in fretta e furia al primo parco del mattino e cinquanta secondi per una riparazione in trasferimento. Anche per lui gara in salita ma il podio, ed anche il successo non è impossibile. Quinto ma con un ritardo di tre minuti Katsuta seguito ad un altro paio di minuti da un circospetto Pajari.  

CLASSIFICA

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